Edvige Carboni
Edvige Carboni (1880-1952), una signorina sarda vissuta per lunghi anni a Roma, andò spesso soggetta a vessazioni del demonio. Testimoni erano la sorella Paolina, insegnante, con la quale conviveva, e qualche amica che la frequentava.
Vitalia Scodina, assidua della loro casa, lasciò scritto : « Il diavolo non la lasciava in pace. Edvige parecchie volte aveva bisogno di buttarsi a letto per riposare il cuore: quando d'im provviso la brutta bestia le era sopra a picchiarla fortemente. Io e Paolina sentivamo le percosse... La bastonava specialmente quando pregava per i peccatori, perché glieli strappava dalle grinfie. Si presentava a lei sotto forma mostruosa e le diceva : — Maledetta, mi hai strappato ancora quest'anima che era mia! —. Molte volte le faceva dispetti, rompendole piatti, specchi, vetri e altri oggetti. Perseguitava Edvige con calci, graffiature, scottature profonde ».
Negli appunti di Paolina si legge, tra l'altro : « Il diavolo a volte bruciava il denaro e lo trovavamo ridotto in cenere nella camera da letto... Spesse volte egli le si presentava in modo orribile : o con un capuccio da cui usciva un naso lunghissimo, oppure mezzo bestia e mezzo uomo, o in altre forme, ma sempre tali da mettere spavento. Molte volte suonava il campanello e le diceva: — Maledetta te e Paolina, non crepi ancora? —. E la picchiava forte con un bastone o con pezzi di ferro, o sassi, o con una mano che sembrava ferrata ».
Ancora l'amica Vitalia racconta : « Un giorno Edvige era malata. Era il pomeriggio d'una domenica. Io e Paolina ci allontanammo dal letto di lei e ce ne andammo in cucina. Mentre dicevamo così, sentimmo scricchiolare nella camera da letto di Edvige. Andammo a vedere e trovammo Edvige legata, mani e e piedi e per la gola, alle sbarre del letto, per opera diabolica. I nodi erano così imbrogliati e la gola stretta, che la poverina stava per soffocare. Allora invocammo subito la Madonna... Liberata ci disse : « ... Mi sento tutto il cranio rotto; stavate dicendo male dei suoi amici... cioè di quei signori!... Diceva (il diavolo): Pillina (cioè Paolina) e la strega (cioè Vitalia) stanno dicendo male degli amici miei — e mi picchiava con un pugno di ferro alla testa... E diceva ancora : — Maledetta tu, maledetta Pillina, maledetta la strega! — ».
Nel suo Diario, Edvige scrisse : « Mentre pregavo davanti a S. Anna, mi si presentò il diavolo brutto brutto, e mi graffiò il polso e mi disse : — Sei mia nemica! — ».
(Cfr. Rosati B., Giglio sulla croce, pp. 147-50).