Rina Beni
Il 9 settembre 1964 fu ultimata la stampa della Biografia di Rina Beni, scritta dal Padre Basilio Rosati, Passionista, di Roma. Il Card. Fernando Cento ne ha stilato la prefazione e Mons. Dell'Acqua, Sostituto della Segreteria di Stato della Città del Vaticano, comunicava all'autore il gradimento e la benedizione da parte del Papa l'I 1 gennaio 1965.
Dal capitolo VI (pp. 157-64), stralciamo alcune molestie di Satana, permesse da Dio per i suoi imprescrutabili fini. Satana si accaniva a torturarla.
Un giorno la signora Cecilia sentì un tonfo, corse a vedere e trovò la Rina stesa a terra, la soccorse e la sollevò. Appena riavutasi, con il candore e la semplicità della colomba, alle premurose domande della soccorritrice, rispose: « Mamma, non s'impressioni. Satana, gettandomi a terra, ha voluto privarmi di continuare la mia povera preghiera per la salvezza di un povero peccatore! ».
Altre volte l'ira infernale si scatenava furibonda contro di lei. Il Sig. Adolfo Dolfini ha scritto un intero fascicolo per ragguagliarci di questi assalti.
Il 23 febbraio 1934 Rina stava in ginocchio davanti al Crocifisso. Satana l'assale e, come al solito, la percuote, volendola costringere ad ogni costo a sputare sul Crocifisso. « Non riuscendo nel suo intento, se ne va e ritorna sotto forma di Angelo. Sentendosi insultato da lei, che l'ha riconosciuto, Satana le si avvicina, la percuote, le lascia graffiature alla gola, e le strappa persino l'orecchino dall'orecchio destro ».
Un'altra volta (10 novembre 1934) il demonio, camuffandosi da angelo della luce, vuole staccarla dal suo Direttore Spirituale.
Mentre faceva il suo fervorosissimo ringraziamento alla S. Comunione, il vile nemico si avvicinava a lei e cerca dapprima di gettarla a terra... indi le da un fortissimo pugno, e beffeggiandola le dice: « Sciocca, eccomi accanto a te! ». Era una sfida. Gesù, poi, la confortò.
Trovandosi un giorno in casa Dolfini, Rina stava recitando insieme ad essi l'Angelus, quando il demonio cominciò a torturarla acerbamente. Scriveva al suo Direttore Spirituale: « Lottai fortemente con l'infernale nemico... per circa un'ora e mezza ». In altra occasione, rivolgendosi al Confessore, dice: « Mi benedica, Padre, perché Satana mi sta accanto e vuole scottarmi. Si udì tosto (era accanto anche l'amica Luigina) un fischio prolungato, che prove niva certamente da lui, e si constatò che l'aveva scottata ad una gamba... producendovi una vescica e piaga, che il giorno dopo era già guarita ».
Rina rivolgeva spessissimo infuocate giaculatore al suo Gesù. Un dì, mentre faceva l'ora di adorazione per la conversione d'una signorina traviata, scriveva: « Satana lavorò sopra di me durante tutta l'ora in modo orribile ». Ancora: « II Vile mi gettò a terra, e mi lacerò una gamba e un braccio. Ma non fu contento: tutti i vicini hanno visto fumo, ed a me ha bruciato un piede ed una mano, poi tentò di bruciarmi la faccia. Mi bruciò un pochino, poi il Sig. Maestroni mi salvò. Ed esso ora si trova bruciato in faccia, perché il nemico bruciò lui al posto mio. Tutti piangevano nel vedere una simile cosa. Oggi sono a letto, perché troppo mi ha ferito. Sto un pochino meglio, ma roba da poco. Preghi per me affinchè possa essere forte in così orribile tentazione ».
I dispetti del malvagio erano continui. Don Battista, tra i suoi appunti, scrive: « E' da notarsi che ieri più che passione, ci fu una fortissima tentazione: graffiature del demonio alla gola e scottature alle gambe, pugni e tanti altri colpi del Vile, come possono giustificare i presenti ».
Un giorno aveva pregato lungamente per la Spagna , la Sig.ra Cecilia Tonini la vide portarsi la mano ad un piede e le chiese che cosa le era successo. Rispose : « Mamma, Gesù mi permette di dirglielo, guardi »! E, così dicendo, le mostrò il piede e vide una scottatura lunga 4 cm . e larga 2. Rina si sorprese, e le disse : « Come hai potuto scottarti essendo a letto? ». Rispose: «Mamma, la Mamma celeste è qui e ti dice, che Satana mi ha scottato per vendicarsi della preghiera e sofferenza che oggi ho innalzata al Signore per la Spagna ». L'ira di Satana s'infranse ancora una volta dinanzi alla granitica resistenza che, appoggiata a Dio, gli oppose questa umile e coraggiosa fanciulla.
Nella stessa Biografia già citata, a pag. 383, si legge questo bel periodo : « II profumo che espande è olezzo di Cristo, la sua dolcezza inebria, la sua efficacia ha potenza di sanare ogni ferita. Questo balsamo, o sorella, è la carità. Dunque, noi dobbiamo avere un cuore tenerissimo, educato alla scuola di Gesù che... ». L'ira di Satana a questo punto produsse una fiammata che bruciò d'un colpo tutte le pagine rimanenti nelle mani di Rina.
Così il poema che cantava i balsami della Verginità è rimasto incompiuto!...
Dio, nei suoi imprescrutabili disegni ha permesso ciò, forse, per farci capire che questo tema è intollerabile agli spiriti immondi; e ciò ci fa apprezzare sempre più l'eccellenza sublime di questa virtù ed il corrispondente gradimento di Dio e della sua Madre Immacolata, Regina dei Vergini, nonché l'esultanza delle schiere angeliche, ammirate di queste liliali bellezze e di sì incomparabili eroismi.
Il massimo dei Comandamenti di Cristo ( la Carità ) sarà tanto più eroicamente attuato, quanto più tra i seguaci di Gesù seguirà il culto e l'ammirazione dell'illibatezza cristiana.