URGENZA DI UNA NUOVA EVANGELIZZAZIONE
19. Magia e nuova evangelizzazione
La problematica affrontata in questo documento si connette in ultima analisi con l'esigenza di quella «nuova evangelizzazione» di cui il Santo Padre si è fatto in questi ultimi anni testimone e portavoce instancabile. La ricerca del «magico», nelle sue diverse forme, deriva da un bisogno di significati e di risposte che la società odierna non è in grado di dare, specie nel quadro di una crescente situazione di insicurezza e di fragilità. Il ricorso alla magia e alle singole pratiche di divinazione diventa conseguentemente una compensazione al vuoto esistenziale che caratterizza la precarietà del nostro tempo. E entro questo vuoto - riguardante gli stessi cristiani che non hanno maturato una fede adulta - che si pone l'urgenza di un annuncio autentico ed entusiasmante del Vangelo e della grazia di Cristo. Solo una capillare ed estesa riscoperta dei genuino senso della religione e della fede in Dio, Padre, Figlio e Spirito, permette di rispondere nel modo più adeguato ai dilagare della magia, nelle sue molteplici forme antiche o recenti, e di far luce sulle questioni relative al discernimento dell'azione di satana nel mondo. Occorre tornare a proclamare con rinnovato vigore, come agli albori della Chiesa, che solo Gesù, il Risorto vivente in eterno, è il Salvatore, e che «in nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati» (At 4,12).
Gli «operatori dell'occulto» trovano terreno fertile solo là dove c'è assenza e vuoto di evangelizzazione. A questi operatori - e alle loro vittime - dobbiamo ricordare, come abbiamo ripetutamente detto in questa Nota, che il loro agire è fuorviante e in antitesi alla verità e alla consistenza della fede. La nuova evangelizzazione, mentre propone la pienezza dell'esistenza cristiana, non deve disattendere di farsi coscienza critica e denuncia di tutte quelle forme di magia che - a diverso titolo tra magia «bianca» e magia «nera» - si oppongono ai contenuti della fede e ad una visione della vita in corrispondenza alla rivelazione di Dio consegnata alla Chiesa. Si richiede in questo campo grande attenzione pastorale e assoluta chiarezza di principi. Positivamente si deve ridare il ruolo che loro compete all'ascolto della parola di Dio, alla celebrazione dei sacramenti in quanto atti di Cristo e della Chiesa e segni efficaci della grazia pasquale, e all'eucaristia, fonte e culmine di tutta la vita dei cristiani. «Nella santissima eucaristia, infatti, è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua e pane vivo che, mediante la sua Carne vivificata dallo Spirito Santo e vivificante, dà vita agli uomini i quali sono in tal modo invitati e indotti a offrire assieme a Lui se stessi, il proprio lavoro e tutte le cose create» (PO 5).
20. Nuova evangelizzazione e demonologia
Nell'ambito dell'evangelizzazione non si deve in alcun modo sottovalutare il primato del mistero di Cristo, della sua morte e risurrezione su ogni altro aspetto. La stessa demonologia e i problemi che essa pone, per quanto gravi come si è avuto modo di segnalare, non rappresentano un «primum» in una visione adulta e integrale della fede e all'interno di un corretto concetto della gerarchia cristiana delle verità. Il primato spetta a Dio, all'incondizionata fiducia che si deve a Lui, al suo Figlio Gesù e allo Spirito Santo che egli diffonde nella vita ecclesiale sia nell'ascolto della parola di Dio che nella celebrazione dei gesti sacramentali. Il primato spetta a Dio e alla sua rivelazione salvifica. Satana e i demoni sono solo delle creature, non un principio equivalente a Dio o a Lui parallelo e contrapposto; come esseri creati sono assolutamente soggetti al Creatore e alla sua potenza e non possono in alcun modo dominare l'anima dell'uomo o cancellare la sua libertà.
Il fenomeno dell'azione di satana sull'uomo, fino alla grave situazione di possessione, rimane un fatto complesso e sempre difficile da interpretare, specie per quanto concerne la sua reale individuazione. In proposito riteniamo utile offrire alcune indicazioni in ordine all'agire della Chiesa e alla carità pastorale dei presbiteri:
- i sacerdoti si occupino con benevolenza delle persone che si dichiarano «possedute» e cerchino di discernere le diverse situazioni che si presentano loro con grande prudenza e spirito di sapienza, pregando e invocando la luce dello Spirito Santo sul loro ministero e per questi stessi fedeli;
- nei casi più gravi o di difficile comprensione si rivolgano al Vescovo, il quale provvederà a nominare un suo delegato, particolarmente competente nel discernere i segni della vera possessione e in grado di celebrare l'eventuale intervento di esorcismo.
Come suggerisce il Rito degli esorcismi, nei casi in cui non si è sufficientemente sicuri se si è di fronte ad una reale situazione di possessione non si compia l'esorcismo, limitandosi alle altre forme di intervento, come si è detto in precedenza. In ogni caso ci si faccia aiutare da esperti di medicina e di psichiatria, scientificamente preparati e professionalmente stimati. Sarebbe opportuno, a questo riguardo, pensare ad istituire in ogni diocesi - qualora non fosse già presente - un gruppo interdisciplinare di esperti che collabori, in una forma stabile, con il Vescovo e con i presbiteri incaricati come gruppo di competenza, di consiglio e di aiuto nel discernimento dei singoli casi.
21. Operatori pastorali e nuova evangelizzazione
La problematica segnalata in questa Nota non riguarda solo alcuni casi o alcune persone incaricate; essa concerne tutti i fedeli e tutti gli operatori pastorali. Come si è avuto modo di verificare, il fenomeno della magia è più ampio del solo fatto della possessione diabolica e mette in discussione l'identità stessa del cristianesimo e del suo annuncio agli uomini di oggi. Tenendo conto del dilagare delle pratiche magiche, sia sotto l'aspetto dell'occultismo e dell'esoterismo che del sincretismo religioso e dei nuovi gruppi settari, si richiede negli operatori pastorali una reale conoscenza del fenomeno della magia, delle tendenze di pensiero e di prassi a cui essa rimanda e delle deformazioni mentali che induce negli stessi soggetti da evangelizzare.
A riguardo auspichiamo quanto segue:
- gli operatori pastorali, adeguatamente formati, svolgano ai vari livelli un'opera intelligente di evangelizzazione che prevenga i fedeli e li illumini di fronte ai pericoli di un errato concetto di cristianesimo, sviluppando al massimo la dimensione positiva e la ricchezza dell'annuncio evangelico in ordine alle aspirazioni e alle domande degli uomini di oggi;
- i sacerdoti, in particolare, sia nell'omelia domenicale che nell'esercizio del loro ministero di confessione e di direzione spirituale, mettano in guardia i fedeli dal pericolo di una ricerca smodata dello «straordinario» nella fede e da un'immatura comprensione del senso della demonologia nell'insieme gerarchico delle verità della fede;
- particolare attenzione sia posta alla tendenza di alcuni a lasciarsi attrarre da «apparizioni private» e fenomeni carismatici di dubbia provenienza: si ricordi che eventuali «manifestazioni» del Signore, della Vergine Maria e dei santi, non rientrano nelle verità «fondamentali» della fede e che comunque esse devono essere valutate con estrema prudenza; tali esperienze conservano un carattere privato e non è mai consentito enfatizzarle o farle diventare un sostitutivo dei contenuti autentici dei Credo.
22. L'assoluta e insostituibile Signoria di Cristo
A conclusione di questa Nota vogliamo ribadire l'assoluta e insostituibile Signoria di Gesù Cristo non solo nella vita della Chiesa, ma nella stessa storia dei cosmo e dell'umanità: «Egli infatti è l'immagine di Dio invisibile, generato prima di ogni creatura, poiché per mezzo di Lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili... Tutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in vista di Lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in Lui» (Col 1,15-1 7). II Signore Gesù e Lui solo è l'Alfa e l'Omega, il Principio e la Fine (Ap 1,8). Lui e Lui solo ha il potere e la gloria nei secoli dei secoli (Ap 11,15-18), Egli che ha fatto precipitare l'accusatore degli uomini e ha reso vittoriosi i suoi fratelli (Ap 12,10-12). Lui e Lui solo ha promesso il dono gratuito dell'acqua della vita a coloro che saranno vittoriosi sul male e su ogni forma di «stregoneria» (Ap 21,6-8). Chi ha scoperto Gesù Cristo non ha bisogno di andare a cercare la salvezza altrove. Egli è l'unico e autentico Redentore dell'uomo e del mondo. Sgorga da questa certezza la gioia della nostra fede. Come Giovanni, lungo tutto il cammino della vita, possiamo proclamare la dossologia del popolo dei redenti, nell'attesa dell'ingresso definitivo nella patria gloriosa: «A colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen» (Ap 1,5-6).
+ Card. Silvano Arciv. di Firenze
+ Gaetano Arciv. di Siena-Colle Val d'Elsa-Montalcino
+ Alessandro Arciv. di Pisa
+ Bruno Arciv. di Lucca
+ Alberto Vesc. di Livorno
+ Alberto Vesc. di Montepulciano-Chiusi-Pienza
+ Giovanni Vesc. di Arezzo-Cortona-Sansepolcro
+ Simone Vesc. di Pistoia
+ Luciano Vesc. di Fiesole
+ Eugenio Vesc. di Massa Carrara-Pontremoli
+ Vasco Giuseppe Vesc. di Volterra
+ Edoardo Vesc. di S. Miniato
+ Giacomo Vesc. di Pitigliano-Sovana-Orbetello
+ Angelo Vesc. di Grosseto
+ Gastone Vesc. di Prato
+ Vincenzo Vesc. Aus. di Livorno
+ Giovanni Vesc. di Pescia
+ Michelangelo Abate di Monteoliveto |