Criteri per una corretta lettura della Nota
Questa nuova edizione della Nota dei Vescovi toscani dal titolo «A proposito di magia e demonologia» offre l'opportunità di ben precisare lo scopo che ha spinto i presuli a intervenire su questo argomento. Non è stato certo quello di assecondare ulteriore curiosità su questi problemi o di dar loro un peso maggiore di quanto già non abbiano. Il loro desiderio è ben sintetizzato dal titolo dell'ultimo paragrafo della Nota: «L'assoluta e insostituibile signoria di Cristo».
I Vescovi intendono sostenere la fede di tutti i fedeli nella vittoria che Cristo ha già conquistato sul maligno. Una vittoria che deve liberare dalla paura e dalla ricerca di mezzi magici per affrontare le difficoltà della vita che, soprattutto in una società come la nostra, si presentano talora con il risvolto di una drammaticità e di una sofferenza assai intense.
Il Signore Gesù e Lui solo ha il potere di far precipitare l'accusatore degli uomini e di rendere vittoriosi i suoi fratelli. E questo attraverso un'esistenza normale, quotidiana, vissuta nella grande famiglia ecclesiale. Una vita fatta di fede consolidata ogni giorno nella preghiera a Dio Padre, nei sacramenti, nella comunione vissuta con i propri fratelli e testimoniata nelle diverse situazioni dell'esistenza cui ogni cristiano è chiamato. Gesù ci ama e ci libera dal peccato, a Lui possiamo veramente rivolgerci col cuore di figli in ogni situazione di bisogno. Questo è il nucleo centrale della Nota. Da ciò mi pare conseguano dei criteri di lettura. Li vorrei brevemente enucleare.
Anzitutto una simile Nota va presa nella sua integralità. Non si deve estrapolare da essa qualche passaggio, magari relativo ai problemi che gli strumenti di comunicazione di massa più volentieri enfatizzano, come quelli connessi alle tecniche della magia o alla possessione diabolica. E necessaria invece la pazienza di assumere tutti i contenuti esposti secondo una gerarchia che ha proprio nel paragrafo finale la sua chiave di volta. Il cristiano allora si sentirà invitato a non cercare altrove che in Cristo la propria salvezza e, quando sarà nel bisogno e nella prova, saprà volgersi a Cristo secondo le modalità normali che la Chiesa mette a disposizione per la nostra vita quotidiana.
Un secondo criterio di lettura è offerto in modo particolare ai sacerdoti. Sono invitati a non cadere in un pregiudizio razionalistico nei confronti dei fenomeni connessi alla possibilità straordinaria dell'azione dei maligno e a riconoscere che questa possibilità, anche se estrema, esiste. Essi sanno che il maligno normalmente opera inducendo l'uomo al peccato, tuttavia, come pastori umili e sapienti, non possono negare la possibilità della sua azione straordinaria che sarà da discernere con prudenza e discrezione. Questo è domandato in modo speciale agli esorcisti che operano in dipendenza dai Vescovi, nella coscienza di essere investiti da una missione, che è una missione ecclesiale, alla quale debbono servire e dalla quale, in ogni momento, devono essere pronti a rendere conto ai loro Pastori. Ai sacerdoti si chiede anche di prevenire per sé e per i fedeli il rischio opposto: quello di una facile creduloneria che spinga a vedere, sempre e comunque, l'azione straordinaria del maligno, dimenticando quella ordinaria che è di gran lunga la più massiccia e insidiosa. Sarà tuttavia loro cura farsi carico in ogni momento della sofferenza di quanti si rivolgono a loro per questi problemi, aiutandoli a cogliere la domanda di senso cristiano dell'esistenza che la loro prova contiene.
Appare così il terzo criterio. Esso è offerto alle comunità cristiane come tali affinché, essendo realmente missionarie, sappiano annunciare con chiarezza l'avvenimento di Cristo morto e risorto come la cifra in cui ogni aspetto dell'esistenza trova spiegazione. La comunità cristiana è chiamata a diventare luogo di incontro visibile con Cristo, di rapporti rinnovati in nome Suo e di condivisione di quanti sono nel bisogno materiale e spirituale. Deve essere una cellula vitale in cui l'uomo di oggi che, nonostante le tecnologie sofisticate della nostra civiltà, è spesso preda del panico e dell'angoscia possa in Cristo Signore trovare la pace.
I Vescovi toscani hanno voluto, con particolare riferimento alla situazione socio-culturale della loro terra, riproporre la dottrina tradizionale della Chiesa in tema di magia e di demonologia. L'hanno fatto per consentire alle loro comunità di camminare più spedite. Sono certi che l'affidamento a Maria aiuterà i loro fedeli a vivere quella povertà dello spirito in cui risplende una fede luminosa e un'umanità liberata.
I Vescovi toscani auspicano che quanti, anche fuori dalla loro regione, si accosteranno a questa Nota, abbiano a rispettare queste intenzioni profonde che hanno animato questo loro atto di Magistero.
+Angelo Scola
Vescovo di Grosseto |
«Quando sarai entrato nel paese che il Signore tuo Dio sta per darti, non imparerai a commettere
gli abomini delle nazioni che vi abitano. Non si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il fuoco, il figlio o la sua figlia, né chi esercita la divi nazione o il sortilegio o l'augurio o la magia; né chi interroga i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore».
(Dt 18,9-12) |
1. «Chiunque fa queste cose è in abominio al Signore»
L'ammonimento biblico è oggi più attuale che mai. Come Vescovi toscani sentiamo il dovere di riproporlo, con chiarezza, ai nostri fedeli. Assistiamo, infatti, ad un impressionante ritorno alle pratiche magiche. Il fenomeno tende ad imporsi nella vita collettiva e personale di migliaia di individui, compresi gli stessi fedeli. Secondo i dati più recenti gli «utenti di magia» in Italia sarebbero quasi 12 milioni di persone. Il fenomeno ci preoccupa sia come indice di una grave situazione di smarrimento esistenziale, sia per i presupposti di pensiero e i comportamenti pratici che suppone.
2. Diffusione odierna della magia
Alla magia di matrice agricola e pre-industriale sedimentata nella storia delle nostre popolazioni, si sovrappongono oggi forme divinatorie che si ammantano di ibridi di cultura, di «psicologia selvaggia» e di riferimenti esoterici. Maghi e mistificatori, falsi profeti e sedicenti illuminati plagiano adepti ed estorcono denari, presentando come «rivelazioni» e «verità segrete» concezioni di vita di una povertà sconvolgente e - quel che è peggio - devianti dalla verità della fede. Gli operatori di magia che si attribuiscono il potere di risolvere problemi di amore, di salute e di ricchezza o pretendono di togliere il cosiddetto «malocchio» o le «fatture» sono individui che reclamizzano se stessi con inserzioni a pagamento sui giornali, ostentano attestati accademici e si fanno pubblicità sugli schermi televisivi. Non è esagerato parlare di «un'industria della magia».
3. Ragioni dei fenomeno
Come si spiega che in un'epoca caratterizzata da uno sviluppo così ricco dei pensiero scientifico e razionale si verifichi una diffusione tanto vasta di attività di tipo magico-occultista? La crescita del fenomeno, almeno in termini generali, può essere collegata ad istanze esistenziali come il bisogno di concezioni totalizzanti della vita, in grado di render ragione del mistero che l'avvolge, la richiesta di liberazione dal dolore, dal male e dalla paura della morte, la ricerca di rassicurazioni che consentano di superare situazioni di ansia e di paura, le incertezze del domani e il bisogno di punti di riferimento, specie dopo la caduta del mito illuminista del progresso e il crollo delle ideologie populiste e borghesi. Istanze reali e drammatiche che conducono alcuni a scegliere la scorciatoia di rivolgersi a forme o persone che si presentano sotto l'apparenza dei «soprannaturale», attendendo da esse la soluzione agli interrogativi e alle difficoltà del presente.
Va in questa direzione la confusa ricerca di «fatti straordinari e miracolistici» reperibile nello stesso ambiente cristiano; una ricerca che a volte si appella ad un falso misticismo o a fenomeni di «rivelazioni private», altre volte arriva addirittura a volgersi a riferimenti demonologici, senza alcuna ragionevole verifica e al di fuori di un'autentica maturità di fede. Tra le cause del diffondersi della magia è infatti da annoverare soprattutto una grave carenza di evangelizzazione che non consente ai fedeli di assumere un atteggiamento critico nei confronti di proposte che rappresentano solo un surrogato del genuino senso religioso e una triste mistificazione dei contenuti autentici della fede.
4. Gravità dei fenomeno
Il fenomeno della magia si presenta, peraltro, come notevolmente diversificato e complesso: si va da forme generiche di superstizione a pratiche magiche di diverso livello, dalla divinazione allo spiritismo fino a gruppi e sette sataniche che organizzano riunioni e messe nere. La sua attuale espansione costituisce un segnale allarmante per il nostro stesso tempo. Come ha giustamente osservato il card. J.Ratzinger: «La cultura atea dell'Occidente moderno vive ancora grazie alla libertà dalla paura dei demoni portata dal cristianesimo. Ma se questa luce redentrice del Cristo dovesse spegnersi, pur con tutta la sua sapienza e con tutta la sua tecnologia, il mondo ricadrebbe nel terrore e nella disperazione. Ci sono già segni di questo ritorno di forze oscure, mentre crescono nel mondo secolarizzato i culti satanici».
5. Una Nota sulla magia e su alcuni problemi di demonologia
Come Vescovi a cui è affidata la responsabilità delle Chiese particolari della Toscana, sentiamo il dovere di intervenire in questa materia per mettere in guardia i fedeli e le nostre comunità dall'invasione di orientamenti di pensiero e di comportamento che minano le radici stesse della fede e del suo autentico significato. In questa Nota non ci occupiamo dei fenomeni che riguardano la scienza, dalla medicina alla psichiatria, alla parapsicologia, a certe ricerche scientifiche sull'astrologia o dei fatti di guarigione di diversa natura oppure dei rapporti tra il paranormale e la religione. Il nostro intervento è di natura esclusivamente teologico-pastorale. Analizziamo il fatto della magia e le sue diverse forme (prima parte); riproponiamo il giudizio dottrinale della Chiesa (seconda parte); ci soffermiamo sui problemi specifici del «maleficio» e della «possessione diabolica», indicando il senso e le condizioni d'intervento della Chiesa (terza parte). La conclusione insiste sulla necessità di una nuova evangelizzazione, intenta a prevenire i fenomeni denunciati e a proporre positivamente un cristianesimo adulto, capace di discernimento sapienziale e di annuncio dell'autentico «Vangelo della salvezza», di carità e di preghiera verso situazioni di sofferenza. La consapevolezza che fonda il nostro intervento deriva dalla fede nella vittoria del Signore risorto sul male e sul maligno: una vittoria che orienta i cristiani a comprendere la loro esistenza in termini di vita nuova in Cristo, di luce e di grazia.